L'Ultima Cena: Affresco sì o no?

 

L'ultima Cena di Leonardo: affresco o no? 

 

 

L'Ultima Cena: riproduzione – in vendita – di Fresco Arte

 

Tra tutti i soggetti religiosi, L'Ultima Cena è stata, per secoli, una fonte d'ispirazione tra le più amate nel mondo dell'arte. Fin dagli albori del Cristianesimo, le rappresentazioni pittoriche dell'ultimo pasto di Cristo furono centrali per la fede e la simbologia Cristiana. Le prime vennero trovate addirittura nelle catacombe di Roma, a riprova della loro popolarità fin dall'epoca proto cristiana. 

Rappresentazioni medievali possono essere viste, tra l'altro, nella bellissima basilica di Sant'Apollinare a Ravenna e anche in antichi codici di origine siriana oggi custoditi nella Biblioteca Laurenziana di Firenze. Più recente, ma altrettanto famosa, è sicuramente L'Ultima Cena di Gebhardt, considerata un capolavoro del secolo passato. 

 

Dettaglio della più famosa tra tutte le rappresentazioni dell' Ultima Cena, quella di Leonardo da Vinci

 

Ovviamente, la più conosciuta di tutte le rappresentazioni dell'Ultima Cena è, senza ombra di dubbio, quella di Leonardo da Vinci, conservata a Milano, anche se altri grandi artisti medievali e rinascimentali ne produssero versioni famose: tra loro, Tintoretto, Veronese e il Ghirladaio, già maestro di Michelangelo. 

L'Ultima Cena leonardiana, però, è la più conosciuta, ed è giustamente divenuta uno dei più famosi capolavori dell'arte rinascimentale al mondo: la sua fama cominciò a crescere fin dal 1498, anno del suo compimento, nonostante i cambiamenti nello stile e nei gusti artistici della gente. Neache il deterioramento dell' opera stessa è riuscito a scalfire l'aura di perfezione e bellezza che da sempre lo circondano.

Quel che colpisce è il fatto che non siano solo i ben evidenti meriti artistici dell'opera, ma anche i livelli elevatissimi di espressività dimostrati da Leonardo nel dipingerla. L' Ultima Cena di Leonardo è certamente l'immagine più emblematica di questo momento così essenziale nella liturgia e dottrina Cristiano-Cattolica, quella dell'istituzione dell'Eucarestia; prova ne sia il fatto che le imitazioni e copie dell'opera di Leonardo, dai poster, alle foto, ai dipinti, sono innumerevoli e presenti un po' ovunque in tutto il mondo. L'Ultima Cena di Leonardo è giunta a rappresentare visivamente "l'ultima cena" del Cristo per una quantità incalcolabile di fedeli. 

Il dipinto leonardiano è anche stato, un po' da sempre, al centro di numerosi dibattiti riguardanti le innumerevoli sessioni di restauro alle quali è stato sottoposto fin dagli anni immediatamente successivi alla data in cui venne terminato. Il restauro più recente è durato ben vent'anni ed è stato criticato da molti, che lo hanno visto responsabile di un vero e proprio "snaturare" dell'originale: in altre parole, molti critici hanno visto il restauro non come un "restaurare," ma come un "ridipingere" l'originale. Comunque la si voglia vedere, tutti i lavori di restauro sono stati essenziali per ripristinare la salute di un'opera fragile, ma patrimonio artistico, culturale e spirituale di tutti. 

 

Lo sfortunato degrado dell'opera, che è alla base delle numerose sessioni di restauro, è da imputarsi ad un fattore che in molti non conoscono: L' Ultima Cena non è un affresco.

Ebbene sì, quella che per così tanti è il più famoso degli affreschi, in realtà non è un affresco per niente. Leonardo, infatti, aveva deciso di dipingere l'opera "a secco," usando pigmenti mescolati a collanti di origine animale per permettere al colore di "attaccarsi" al muro. Questa tecnica è fondamentalmente quella della pittura a tempera usata per dipingere su tela e su legno.

Leonardo era un artista completo e capace, quindi la domanda nasce più che spontanea: come poté compiere un errore di valutazione di tale portata? Leonardo era un genio indiscusso ed indiscutibile, ma anche un artista temperamentale ed irrazionale e, per questo, molto scostante. Creava durante periodi di produttività febbrile, quasi maniacale, che erano però spesso seguiti da momenti di profonda spossatezza fisica e mentale, nei quali non dipingeva affatto. Era anche alla perpertua ricerca di una perfezione pittorica che lo portava a modificare spesso il proprio lavoro, sia dal punto di vista del colore, che della composizione. 

Questi fattori da soli fanno comprendere quanto poco adatta la tecnica dell'affresco fosse ad un artista come Leonardo: per definizione, l'affresco deve essere dipinto su un muro fresco e ogni sezione del dipinto deve essere terminata in un periodo relativamente breve. In più, non troppo tempo poteva passare tra la creazione di una sezione ed un'altra, onde evitare vistosi "stacchi" nella stesura del colore. 

Anche il ritocco è difficile quando si decide di usare la tecnica ad affresco: come poteva quindi un artista come Leonardo trovarsi a proprio agio con una tecnica pittorica tanto diversa dal suo stile creativo personale? Non troppo bene, ed infatti Da Vinci non la scelse per la creazione dell' Ultima Cena. 

Tale scelta, come detto, si rivelò disastrosa: già dalla metà del 16esimo secolo, il Vasari notava  vistose discolorazioni all'interno dell'opera, e persino intere sezioni in via di scomparsa. Non è certamente un caso che gran parte dei lavori di restauro portati avanti nel 20esimo secolo siano stati dedicati proprio al fermare e invertire questo terribile processo di deterioramento. 

 

E se Leonardo avesse scelto l'affresco, L'Ultima Cena avrebbe avuto miglior vita? Chi lo sa. Certo, in teoria sì, perchè l'affresco ha dimostrato di essere una tecnica molto resistente al passaggio del tempo, ma non vi è certezza, in fondo. L'importante è che i lavori di restauro siano riusciti a bloccare il deterioramento e a preservare quest'opera secolare, di così grande importanza per la storia dell'arte e della spiritualità Italiana.